Regole dello sport

IL NUOTO

LA STORIA

La storia del nuoto è quella che di pari passo ha seguito i Giochi Olimpici dell’Era Moderna sin dalla loro nascita, avvenuta, come, tutti sanno ad Atene nel 1896.

Il nuoto da sempre è stato praticato dalle genti di fiume e di mare, poiché l’acqua da sempre è stata nel loro DNA.

Il nuoto moderno, invece, si avvale delle piscine, ed è dunque con la prima costruzione di queste che nasce il nuoto attuale.

Sin dagli inizi il nuoto fu ad appannaggio degli atleti USA, poi nel tempo si alternarono anche australiani, giapponesi ed atleti dei paesi orientali. Questi ultimi costretti a vincere per il regime.

L’ultima ad esplodere inaspettatamente fu l’Italia, che ai giochi di Sydney 2000 fece incetta di titoli e medaglie. E da allora la storia continua.

 

LE FEDERAZIONI

In Italia il nuoto è regolato dalla Federazione Italiana Nuoto (FIN) e nel mondo dalla FINA, Fédération International Natation Amateur, fondata in occasione dei Giochi Olimpici di Londra nel 1908.

Quest’ultima regola anche le attività dei Tuffi, della Pallanuoto e del Nuoto Sincronizzato.

 

GLI STILI

Nell’acqua si nuota a:

  • RANA
  • DORSO
  • STILE LIBERO
  • FARFALLA

LA RANA

E’ dei quattro stili quello riconosciuto come il più naturale. E sempre tra i quattro è anche quello che per primo ha conosciuto la competizione in piscina.

La sua peculiarità principale è che braccia e gambe del nuotatore restano sempre sommerse nell’acqua senza mai uscire.

I Movimenti della Rana

  • Innanzitutto il corpo è in posizione idrodinamica.
  • Le braccia sono mosse contemporaneamente compiendo un movimento circolare, che dapprima è teso in avanti con le mani che si toccano a forma di cuneo fendendo l’acqua, quindi al massimo dell’allungo si divaricano remando all’indietro (momento di spinta) e ritornando a congiungersi sotto il petto, ripetendo, quindi nuovamente, il movimento in avanti.
  • Le gambe vengono raccolte assieme, con i piedi rivolti all’esterno, spinte indietro ed in fuori.
  • La respirazione avviene al momento di trazione delle braccia.

La spinta, quindi, che ne deriva è frutto della simultaneità di movimento di braccia e gambe che spingono all’indietro.

 

In Gara

Alla virata ed all’arrivo le mani devono toccare contemporaneamente il bordo della piscina, mantenendo lo stesso livello sopra o sotto l’acqua.

Alla partenza ed alla virata è concessa una sola bracciata in immersione.

 

LA RANA SUBAQUEA

E’ un tipo di nuoto messo “fuori legge” dalla federazione internazionale. La Rana Subacquea conobbe gloria e proseliti tra gli anni ‘30 e gli anni ’50. Essa fu ideata da un filippino nel 1928. In pratica si nuotava sott’acqua per lunghi tratti. Addirittura alle Olimpiadi di Melbourne nel 1956 il nuotatore giapponese Furukawa emerse solo ai momenti delle varie virate.

Considerato nuoto pericoloso venne cancellato dalle specialità.

 

IL DORSO

Delle specialità è l’unica a partire già in acqua. Il nuotatore deve rimanere il tempo di gara sul dorso ad eccetto del momento di virata.

Nel primo Novecento i dorsisti compivano movimenti simili a quelli della rana rovesciata, successivamente trovarono modo di velocizzarsi prendendo a prestito quelli dello stile libero.    

 

I Movimenti del Dorso

  • Il corpo è in posizione orizzontale con le anche appena sotto il pelo dell’acqua e la testa immersa sino alle orecchie.
  • La respirazione, nel caso del Dorso, è normale poiché il viso non va mai sott’acqua.
  • Le braccia si muovono come una sorta di mulinello, affondando in acqua alternativamente.
  • Il piegamento del braccio in trazione è di 90° quando passa dalle spalle, venendo sollevato quando l’altro braccio comincia la passata in acqua.
  • Per ogni ciclo completo di bracciata si fanno sei battute di piedi.
  • Le gambe si muovono come nello stile libero, con la differenza che queste si piegano leggermente poiché il movimento avviene dal basso verso l’alto.

 

In gara

La partenza avviene come già detto dentro l’acqua. Nella virata il nuotatore slancia le gambe in superficie.

 

STILE LIBERO

E’ il più veloce dei quattro stili, conosciuto anche come Crawl, che in inglese significa strisciare, infatti il nuotatore sembra strisciare sul pelo dell’acqua.

 

I movimenti dello Stile Libero

  • Il corpo è in posizione idrodinamica.
  • Le braccia si alternano sott’acqua ritornando poi sopra, effettuando così una trazione dal sotto all’indietro.
  • Le gambe anch’esse battono in modo alternato.
  • La respirazione avviene uscendo la testa da sott’acqua ogni due o più bracciate a seconda dell’ottimizzazione del singolo nuotatore.

 

In gara

La partenza avviene con il tuffo. La classica virata è quella a capriola in avanti: ogni concorrente calcola il momento giusto per effettuare la capriola e poi toccare, una volta effettuata la virata, la parete della piscina con i piedi imprimendosi così una forte spinta per la prosecuzione della nuotata.

 

CRAWL AMERICANO

E’ quello appunto di scuola americana che prevede ad ogni ciclo completo di bracciata sei battute di gambe.

 

CRAWL AUSTRALIANO

Questa interpretazione dello Stile libero della “Terra dei canguri”, a differenza dello stile statunitense, di battute con i piedi, ad ogni ciclo di bracciata, ne prevede due.

 

IL DELFINO

E’ anche conosciuto come stile “ Farfalla “. Esso deriva molto chiaramente dallo stile  Rana, di questo, infatti, ha preso la simultaneità di movimento di braccia e gambe.

Fu riconosciuto come stile diverso dalla Rana solo dopo le Olimpiadi di Helsinki nel 1952. Per velocità è il secondo dei quattro.

 

I movimenti del Delfino

  • Le gambe si muovono assieme, imprimendo così una forte spinta.
  • Le mani entrano in acqua davanti alle spalle spingendo da sotto all’indietro.
  • Le gambe cominciano a scalciare quando le mani passano all’altezza delle spalle.
  • L’inspirazione del nuotatore inizia quando termina la trazione delle braccia.
  • Le braccia del nuotatore escono dall’acqua, con le palme delle mani rivolte all’insù, passano la linea delle spalle, con un movimento circolare, e ricominciano la nuova bracciata.

 

In gara

La partenza avviene con un tuffo. La virata è simile a quella della Rana: il nuotatore portando le gambe sotto il corpo si da una forte spinta con i piedi.

 

STILE MISTO

E’ il tipo di gara che vede in vasca i quattro stili, la prova può essere:

  • Individuale
  • Staffetta Mista

Nel primo caso il singolo atleta deve nuotare i quattro stili diversi, nel seguente ordine: Farfalla, Dorso, Rana e Stile Libero.

Nel secondo caso gli atleti in gara saranno quattro, nuotando ognuno in uno stile diverso e nel seguente ordine: Dorso, Rana, Farfalla e Stile Libero.

 

LA PARTENZA

Avviene con un tuffo per Rana, Stile Libero e Delfino, si differenzia invece il Dorso perché in concorrenti sono già immersi nell’acqua, tenendosi aggrappati a delle apposite maniglie.

  • I concorrenti si tuffano dai Blocchi di Partenza
  • Una volta saliti sui blocchi è dato il comando “ Ai vostri posti “ .
  • La partenza, quindi, avviene con lo sparo di un colpo di pistola o di clacson.
  • Il giudice che da il “via” si chiama Starter.

 

BLOCCO DI PARTENZA

E’ la piattaforma da cui il nuotatore spicca il tuffo. La sua altezza varia dagli 0,50 centimetri agli 0,75.

 

IL GRAB-START

E’ una tecnica di partenza in cui il nuotatore si attacca alla sporgenza, che si trova su alcuni blocchi di partenza, dandosi così una maggior spinta per l’immediata immersione in acqua al momento dello sparo dello Starter.

 

IL TUFFO DI PARTENZA

  1. Si flettono leggermente braccia e gambe.
  2. Si portano le braccia contemporaneamente in alto pronte a darsi lo slancio.
  3. La gambe spingono il corpo in avanti verso l’acqua.
  4. Le mani sono le prime a toccare l’acqua seguite immediatamente dal resto del corpo, che tende ad entrare in posizione orizzontale.

 

LA VIRATA

E’ praticamente il cambio di direzione alla fine della vasca per dare inizio ad un’altra.

Nella Rana e nel Farfalla bisogna toccare il bordo con entrambe le mani e contemporaneamente.

Nel Crawl e nel Dorso la virata è effettuata con una capriola.

 

LA TRAZIONE

E’ la parte di nuotata effettuata con le sole braccia.

 

 

LA PISCINA

La classica piscina olimpionica è lunga 50 metri, venendo divisa in 8 corsie, numerate da destra verso sinistra. La sua larghezza minima deve essere di 21 metri.

Si gareggia però anche in piscine di 25 metri: usualmente sono quelle coperte.

Vi può essere per gareggiare il tipo di:

·        Piscina Lenta: cioè una vasca i cui criteri di costruzione tecnici non permettono di effettuare performance di gran livello.

·        Piscina Veloce: sono quelle che permettono i record, ciò dipende dal modo d’aver costruito la piscina. Infatti in questo caso non si producono onde, grazie all’acqua profonda ed ai divisori di corsia efficienti.

 

LA CORSIA

E’ la dirittura assegnata a ciascun nuotatore divisa da galleggianti. Questi sono, nei casi più sofisticati, in un materiale che impedisce la formazione di onde. Le corsie sono 8 e la loro larghezza deve essere minimo di 2,50 metri. Sul fondo è tracciata la linea di corsia che serve a mantenere dritta la rotta al nuotatore.

LA PUNTA

In ogni gara al concorrente con il miglior tempo di prova è assegnata la corsia a destra di quella centrale. Agli altri concorrenti sono assegnate quelle alla sua destra e sinistra, secondo l’ordine decrescente dei tempi ottenuti.

 

FALSA PARTENZA

Avviene quando uno o più concorrenti partono prima dello sparo di partenza, ciò avviene per l’eccessiva tensione dell’atleta.

Ad ogni nuotatore sono concesse due False Partenze, alla terza scatta la squalifica.

 

LE BATERIE

Sono le fasi eliminatorie di una competizione, le batterie possono essere composte da:

1.  Atleti scelti a caso.

2. Teste di serie: atleti distribuiti nelle prove secondo la posizione della ranking list (provinciale, regionale, nazionale ed internazionale).

3. Graduatoria: atleti posizionati secondo i tempi di prova realizzati.

Nel caso 2 e 3 gli atleti più forti sono mesi nel tabellone in modo da incontrarsi nella fase finale.

 

MEETING

Sono così chiamate le gare di un certo prestigio, in cui vi sia la presenza di atleti di diverse provenienze.

 

LE DISTANZE DI GARA

Nello Stile libero  si gareggia su:

  • 100, 200, 400, 800 e 1500 metri

Nel Delfino, Dorso e Rana su:

  • 100 e 200 metri

Nel Misto individuale su:

  • 200 e 400 metri

Nella Staffetta su:

  • 4x100 e 4x200

 

I GIUDICI DI GARA

Nelle competizioni ve ne sono di tre tipi:

  1. Giudici di stile: controllano che la tecnica dello stile sia conforme al regolamento.
  2. Giudici di virata: addetti alla regolarità delle virate.
  3. Giudici di piazzamento: confermano l’ordine di arrivo.

 

CRONOMETRISTA

E’ l’ufficiale di gara che prende il tempo. Nelle gare più significative possono essere utilizzati anche altri cronometristi.

 

ATREZZATURE DI GARA

Per le gare sono predisposti:

  • Clacson di partenza
  • Pannelli segnalanti la toccata in virata ed all’arrivo
  • Tabellone elettronico dei tempi e posizioni dei concorrenti

 

NUOTO DI GRAN FONDO

E il nuoto che si pratica sulle lunghe distanze in acque aperte, cioè fiumi, laghi e mare.

La più classica delle gare è la traversata della Manica di 43 chilometri.

 

NUOTO SINCRONIZZATO

I più grandi con l’età ricorderanno i film con Ester Williams, la bella nuotatrice americana, che nuotava a suon di musica nelle splendide piscine hollywoodiane. Oggi a quel nuoto cinematografico è subentrato quello altrettanto spettacolare sincronizzato.

Il nuoto sincronizzato divenne specialità negli anni ’60. Questa specialità è per il momento solo femminile.

Le competizioni sono:

  1. Individuali
  1. Duetto
  1. Squadre (4/8 atlete)

Una gara è divisa i due parti:

  • Nuoto Figurato, in cui ogni concorrente deve eseguire cinque figure.
  • Nuoto Libero, in cui ci si muove eseguendo figure a suon di musica.

 

NUOTO SUBACQUEO

E’ abitualmente praticato nel tempo libero e comprende due tipi di attività diverse:

  • Snorkelling, praticato con una maschera munita di boccaglio per la respirazione, considerato nuoto di superficie.
  • Immersione, quello classico effettuato con muta e bombole, considerato sport di fondo.

 

NUOTO “OVER”

E’ l’abbreviazione di single over arm side stroke, sarebbe a dire “ nuoto di fianco con un solo braccio ”. Deriva dalla “rana” e dallo stile Trugden.

Era un modo di nuotare molto veloce, e lo si faceva nuotando su un fianco, ed effettuando lo stesso movimento rotatorio di braccia della rana, mantenendo, in questo stile, un braccio fuori e l’altro dentro l’acqua.

 

NUOTO TRUGDEN

Il suo ideatore fu John Trugden, che nel 1878 creò questo stile. In sostanza era un modo di nuotare misto-rana, cioè le gambe eseguivano il movimento della rana, mentre le braccia restavano in superficie.

 

LA RESPIRAZIONE

E’ basilare per poter nuotare bene immettendo continuamente ossigeno nei polmoni.

La respirazione nello Stile Libero si effettua girando la testa verso il braccio immerso ogni due o più bracciate, a seconda del ritmo del nuotatore; nella Farfalla e nella Rana si effettua frontalmente al termine della passata delle braccia; Nel Dorso, dal momento che non vi è immersione del viso, la respirazione è più facile, basta adattarla al ritmo della bracciata. 

 

 Ricordando Alberto Castagnetti da Il Caffè del 21 Agosto 2010

 

 

ALBERTO CASTAGNETTI ENTRA NELLA LEGGENDA

 

Se ne è andato Alberto Castagnetti C.T. della nazionale di nuoto italiana. Se ne è andato in silenzio senza disturbare nessuno da uomo schivo quale era. Lo ha trovato la moglie, rientrata a casa, addormentato, questa volta per sempre, davanti alla tv. Di Alberto si sa tutto come uomo di sport: ha plasmato campioni che hanno regalato all’Italia prestigio ed ori mondiali, olimpici ed europei. Non c’è vasca dove i nostri colori non abbiano vinto.

Alberto ha reso il nuoto italiano protagonista in ogni angolo della terra, ha saputo dare quella dignità ad una Cenerentola che sino a ieri non era considerata per la scarsità dei risultati. Lui però questa Cenerentola l’ha tramutata in una splendida principessa, ammirata ed invidiata da tutti.

Alberto era della mia città, Verona, ci conoscevamo, anche se non ci frequentavamo, sin dall’età delle superiori, quando entrambi eravamo di casa la sala biliardi Orsi, magari nelle ore di “berna” (quando marinavamo la scuola). In quella sala più che essere personaggio era uno dei tanti come me, più personaggio era il fratello tenore che assieme ad un altro amico, Tanino Scano, giocando a biliardo ci allietavano cantando romanze.

Poi Alberto è diventato quello che noi tutti conosciamo, il “guru” per antonomasia del nuoto italiano. L’ultima volta che siamo stati assieme è stato allo Sporting di Arbizzano a due passi da casa sua, il club dove è nata la leggenda di Castagnetti. Ci siamo incontrati per parlare del Panathlon Superbowl di Albarella, e lui da persona di sport aveva capito il valore di questo appuntamento annuale per giovani tennisti proponendosi di accompagnarmi a parlare con Pagnozzi a Roma, ovviamente dopo l’intervento che non sembrava, almeno all’apparenza, spaventarlo.

Non è andata così. Alberto se ne è andato in silenzio senza disturbare nessuno, con quel sorriso stampato in volto che lo ha sempre accompagnato.

Forse sognando altri successi per i suoi atleti-figli. Ciao Alberto.

Massimo Rosa

Governatore Panathlon Area 1 Triveneto

 

 

 

 

 

08 giugno 2011

Notizia redatta da Massimo Rosa