Giuseppe Pancera *, affermato corridore veronese degli anni ‘20/’30, si cimentò nella corsa più lunga del mondo la Parigi – Brest – Parigi di 1.186 km.!
La corsa non era certamente una passeggiata, poiché le strade di allora, a tratti bianche, a tratti fangose e viscide per la pioggia con l’impervio pavé ad aumentarne la pericolosità, rendevano più dura la fatica di quei “matti” che si sfidano in una non stop di 2 giorni consecutivi, attraversando la douce France in quel 6 settembre 1931.
La Parigi – Brest – Parigi veniva disputata ogni dieci anni, acquisendo, così, quell’aurea da leggenda da tramandare alle future generazioni.
Chi vi partecipava poi non poteva che essere la leggenda stessa materializzata e vivente.
Ecco alcuni passaggi di quello che raccontava il cronista della Gazzetta dello Sport “ Subito dopo il via Pancera scatta di prepotenza e si porta in testa al gruppo………….Pedala per ore al buio senza avvedersi che avversari poco corretti ( i belgi) “barano” facendosi trasportare in camion………..Però dopo essersi lasciato alle spalle circa 200 chilometri entra in crisi anche per una pioggia torrenziale che ha trasformato le strade in torrenti…………Vicino a Brest ha quasi mezzora di ritardo……..Colto da sconforto alza le mani sul manubrio e decide di ritirarsi – ma non era da lui -……entra in un bar dove trova un gruppo d’italiani che lo rincuorano……..Cade in un fossato e lo tirano fuori stremato e mezzo addormentato…..Ad una ottantina di chilometri da Parigi è nuovamente tra i primi assieme all’australiano Oppermann……La sua azione è potente, stacca tutti ed entra solo al Parco dei Principi. Quando ormai sta per assaporare l’ebbrezza della vittoria………Cade sul prato a meno di cento metri dallo striscione d’arrivo…………Giuseppe Pancera deve accontentarsi del terzo posto”.
Erano trascorse 49 ore e 23 minuti dal momento della partenza.
Il nostro corridore viene da tutti additato come il Dorando Petri del ciclismo, indimenticato eroe delle Olimpiadi di Londra.
Giuseppe Pancera (San Giorgio in Salici (Vr) 10.01.1899- Castelnuovo del Garda (Vr) 19.04.1977) fu protagonista del ciclismo italiano nella seconda metà degli anni '20, in evidenza soprattutto nelle corse in linea ma comunque capace di cogliere brillanti posti d'onore al Giro d'Italia del '28 e soprattutto al Tour de France del '29 dove sfruttò al meglio la sua regolarità per ottenere un risultato strepitoso quanto sorprendente. Instancabile pedalatore e autore di fughe spericolate (vinse la XX Settembre del '27 proprio al termine di una lunghissima galoppata solitaria), tenace e solido, dal carattere modesto e taciturno, si è reso protagonista di una buona carriera anche se i due titoli italiani conquistati nelle categorie minori avevano fatto sperare in successi ancora più eclatanti. Di rilievo anche il terzo posto conquistato nella massacrante "Parigi-Brest-Parigi" del 1931, ultimo suo piazzamento di rilievo. Anche i fratelli Eliseo ed Antonio intrapresero l'attività agonistica ma senza ottenere risultati significativi.