I New York Giants tornano
sul trono dei campioni NFL e lo fanno nella maniera migliore, dopo
aver giocato una finale pressochè perfetta e nonostante un
pronostico che li vedeva partire sfavoriti nei confronti degli
avversari, i New England Patriots. Tutti pensavano che la fortuna era
già stata abbastanza generosa con la squadra di coach Coughlin,
arrivata al XLVI Super Bowl con il record stagionale peggiore nella
storia dell'NFL, fatto di 9 vittorie e 7 sconfitte. Molti pensavano
che ad Indianapolis il finale sarebbe stato diverso rispetto alla
sfida del 2008, quando i Giants avevano portato a casa il titolo
battendo proprio i Patriots, arrivati al Super Bowl addirittura
imbattuti. Eppure, la storia si è ripetuta e ad esultare è ancora
una volta la franchigia della Grande Mela, con buona pace dei
detrattori e di chi pensa che Eli Manning – il quarterback titolare
dei Giants – è sì un buon giocatore “ma il fratello Peyton
rimane tutta un'altra cosa”.
Eppure adesso è lui a
stringere in mano il trofeo di MVP (miglior giocatore della partita),
il secondo nella sua carriera. Le telecamere lo inquadrano e la sua
immagine trasmessa sul megaschermo strappa ai tifosi un boato di
gioia. Il pubblico è tutto per lui e Eli si guarda attorno un po'
frastornato, ma con lo sguardo di chi sa di aver appena contribuito a
scrivere una pagina importante e indimenticabile nella storia di
questo sport.
Già nel primo quarto si
era capito che nell'aria c'era qualcosa di particolare e che sì,
forse, quella di domenica sarebbe stata per tutti i tifosi dei Giants
una serata magica. Manning ha cominciato la propria partita con un
parziale di nove passaggi completati su nove e New York si era
portata in vantaggio 9-0, grazie ad una penalità chiamata contro i
Patriots (un cosiddetto safety per intentional grounding) e ad un
touchdown di Victor Cruz su passaggio da due yard dello stesso
Manning.
Dall'altra parte però i
Patriots non stavano a guardare e trascinati dal solito Tom Brady –
uno dei quarterback più forti di sempre, al quinto Super Bowl
personale e a caccia del quarto successo in carriera – rientravano
in partita. Brady metteva a referto sedici passaggi completati senza
alcun errore (nuovo record nella storia del Super Bowl) e soprattutto
mandava in touchdown Danny Woodhead a soli otto secondi
dall'intervallo di metà gara. Era la mossa del sorpasso, dopo il
field goal di Gostkowski in apertura di secondo quarto che aveva
rimesso in corsa New England.
All'inizio del terzo
quarto, il vantaggio dei Patriots aumentava con un altro touchdown,
questa volta segnato da Hernandez. Sotto 9-17 i Giants si sono
trovati spalle al muro per l'ennesima volta in questa stagione: una
situazione che negli ultimi anni è diventata ormai un leit motiv per
gli uomini di coach Coughlin, che hanno imparato a dare il meglio
proprio quando tutto sembra perduto.
Con due field goals di
Tynes, Manning e compagni risalivano la china e iniziavano l'ultima
frazione col parziale di 15-17. L'azione decisiva per il sorpasso sui
Patriots iniziava a 3'46” dalla fine, grazie ad una ricezione quasi
impossibile di Manningham su un lancio di 38 yards. A portare l'ovale
in end zone alla fine è Bradshaw, ma i tifosi dei Giants hanno
dovuto trattenere il respiro perchè sul cronometro mancavano ancora
56 secondi e la partita era ancora tutta da giocare, visto che in
campo stava per entrare di nuovo Brady. Ma questa volta il 34enne
campione californiano non ha potuto nulla contro la difesa di New
York, a testimonianza che per vincere il Super Bowl non basta avere
un attacco esplosivo.
Nei giorni successivi, il
Super Bowl ha avuto un curioso retroscena, che ha contribuito a
mantenere elevata l'attenzione sulla finale NFL. La presentatrice
Maria Menounos aveva scommesso sulla vittoria dei Patriots, ma dato
che sono stati invece i Giants ad aggiudicarsi il successo, la bella
giornalista ha dovuto infatti presentare in diretta da Times Square
con addosso solo un bikini.