1911-1915

1911-1915, TERZO APPUNTAMENTO CON 100 ANNI DI SPORT VERONESE

Notizie flash del quinquennio veronese

CAPITOLO  II

1911 - 1915

NOTIZIE FLASH

1911 – SUICIDIO DI EMILIO SALGARI

Il 25 aprile il giornalista-scrittore veronese si toglie la vita a Torino, dove abitava da lungo tempo. Con lui scompare il “sogno esotico dell’avventura” che, grazie ai suoi numerosi racconti, aveva regalato a quella ed alle future generazioni italiane.

La verità è che Salgari non aveva mai viaggiato, se non con la propria fantasia.

 

1912 – BORGO TRENTO ALL’AVANGUARDIA

La zona di Verona che sta al di là dei ponti, chiamata Borgo Trento, è quella su cui si tentano delle innovazioni architettoniche, forse un po’ osé per l’epoca.

Infatti, a pochi metri dalla stazione Caprino era stato progettato un “grattacielo” di nove piani, come si conviene alle più importanti città. Già scavate le profonde fondamenta, i lavori subirono uno stop per il ripensamento dell’ufficio tecnico del comune, che ridusse il progetto abbassando il palazzo a soli 3 piani. A piano terra vi trovano comunque alloggio: un ufficio postale, una fiaschetteria, una calzoleria, un fruttivendolo ed una salumeria. L’immobile è dotato di riscaldamento e luce elettrica. 

 

1913 – E FINALMENTE ARRIVA “ AIDA “

E’ il 10 agosto quando "Aida" è rappresentata per la prima volta in Arena.La lirica, dentro l’anfiteatro romano, l’ha voluta soprattutto il tenore Giovanni Zenatello. Gli interpreti di questa “ prima “ sono, oltre allo stesso Zenatello, anche la moglie Maria Gay ed Ester Mazzoleni. L’orchestra è diretta da Tullio Serafino. Il successo è subito immediato.

 

1914 – FRANCESCO FERDINANDO D’ASBURGO A VERONA

L’erede al trono della dinastia più potente d’Europa, Francesco Ferdinando, è in visita, strettamente privata, nei luoghi che sono stati teatro di grandi battaglie risorgimentali, tornato a Verona trova alloggio all’Hotel di Londra, in Corso Santa Anastasia.

L’indomani, dopo aver ascoltato messa nella chiesa della Scala, riparte per Padova. La famiglia Asburgo non è fortunata, infatti, nel giro di pochi anni, sono scomparsi: Massimiliano, fucilato dai messicani, Rodolfo suicidatosi a Mayerling assieme all’amante Maria Wetzera, Elisabetta, detta Sissi, assassinata a Ginevra, e di lì a pochi mesi lo stesso Francesco Ferdinando sarà assassinato con la moglie a Sarajevo.

 

1915 – IL MARCHESE ANDREA CARLOTTI ACCLAMATO

Il nobil’uomo veronese, ambasciatore, a Pietroburgo è acclamato da un’imponente folla all’annuncio dell’entrata in guerra dell’Italia quel 24 maggio

Nei giorni che precedono il conflitto i veronesi acclamano l’interventista Salandra, subissando di fischi ed improperi ogni qualvolta si nomina il neutralista Giolitti, i cui rari sostenitori girano abbigliati di nero in segno di lutto.

 

Verona va a sinistra! Ma non nel senso politico. Un’ordinanza comunale afferma che il senso di marcia da tenere per la strada è a sinistra. Il 14 novembre gli austriaci bombardano Verona, colpendo la piazzetta di fronte alla Camera di Commercio, facendo purtroppo numerose vittime.

 

                                                                 (Emilio Salgari)

QUEI 5 ANNI NEL MONDO

Assassinio a Sarajevo, Guerra Mondiale, nasce una nuova Europa

1911 – L’ITALIA DICHIARA GUERRA ALLA TURCHIA

Con la dichiarazione di guerra alla Turchia l’Italia infligge un duro e mortale colpo al già traballante impero ottomano.In dodici mesi di conflitto, infatti, i turchi perdono Libia ed isole del Dodecaneso, che passano così all’Italia.

1912 – ATTENTATO AL RE

Vittorio Emanuele III mentre si sta recando al Pantheon per assistere ad una messa in suffragio del defunto re Umberto, è fatto segno a due colpi di pistola indirizzatigli da un anarchico. Il sovrano n'esce indenne a scapito di un Corazziere della scorta, che è ferito.

1913 – ANCORA UN RE NEL MIRINO 

Questa volta tocca al re di Spagna Alfonso XIII ad essere nel mirino di un fanatico cecchino. Con questo è il  terzo attentato che subisce, questa volta per mano di certo Sanchez Alegre, mentre è in visita a Barcellona. La prima volta che ne subì uno fu il giorno delle nozze con la principessa Vittoria Eugenia di Battemberg; il secondo, invece, avvenne a Parigi durante una visita ufficiale in quel Paese.

 

1914 –  FRANCESCO FERDINANDO D’ASBURGO COLPITO A MORTE

Il grave fatto di sangue avviene nella città di Sarajevo il 28 giugno. Ad assassinare il futuro re e la sua sposa un irredentista serbo. E’ la scintilla che da l’avvio alla Ia Guerra Mondiale, con la dichiarazione fatta dall’Austria alla Serbia il 28 luglio.

1915 – LA CITTA’ BELGA DI YPRES PRATICAMENTE NON ESISTE PIU’

Ypres ha il triste privilegio di dare il proprio nome al terribile gas usato dai tedeschi, che per la prima volta lo hanno usato nella cittadina belga, compiendo una mattanza di esseri umani e di animali. Il 24 maggio anche il nostro Paese entra in guerra contro l’Austria.

LO SPORT VERONESE IN QUEL QUINQUENNIO

 

1911

Perso il primo “Derby”, gare in “Vasca”, i pistard delle due ruote al Bentegodi

 

NEVICA, CHE DANNI!

Causa la forte nevicata di gennaio crolla il tetto del maneggio coperto del campo fiera. Attivatisi immediatamente i volonterosi appassionati ripristinano i danni arrecati dal maltempo, permettendo così la ripresa dell’attività.

 

 

SI PERDE IL PRIMO DERBY VENETO

E' fissato il calendario del campionato, e l’Hellas dovrà andare in trasferta a Bologna. La data prevista è quella del 29 gennaio. Ma  le condizioni atmosferiche ne consigliano il rinvio. Niente paura, si giocherà il 5 febbraio contro i cugini del Vicenza.L’esordio gialloblù non è dei migliori, poiché i nostri intrepidi eroi soccombono, nel primo derby della lunga storia veneta, per 0 a 2. La sconfitta matura nel secondo tempo. E tutto avviene nell’arco di 6 minuti, al 37’ per opera di un certo Ciscato, che insacca di testa ed al 43’, arrotonda, Danese.

Questa la formazione storica: Brivio, Ruberti, Benini, A. Guarda, G.Guarda, Ferrari, C.Vigevano, P.Vigevano, Bianchi, Bascheni e Treré.

Bastano sette giorni, ed ecco l’Hellas incontrare il Venezia. Giovanni Bianchi è il primo goleador della saga gialloblù. 2 a 2 il risultato finale. Ma, sorpresa, la vittoria va ai nostri colori per aver, il Venezia, schierato un giocatore in posizione irregolare.

“Noblesse oblige”, che la squadra sia registrata presso la Federazione di Ginnastica, che organizza il Campionato italiano, con il doppio nominativo di “Hellas-Bentegodi”. La cosa infastidisce non poco i suoi sostenitori e dirigenti. In quell’anno la città si arricchisce di un’altra squadra di calcio, che sarà importante per il futuro dell’Hellas: il suo nome Verona. Giovanni Ferruccio Sacchetto, presidente; Teobaldo Girardi, vice; segretario Oreste Monicelli.

 

VERONA A CONGRESSO

A Verona si svolge il congresso della Federazione Italiana Sport Atletici (FISA), il cui Ordine del Giorno prevede:

1)      Indirizzo della federazione

2)      Modifica del regolamento

3)      Scelta della sede

Al primo punto prevale la volontà di apertura a nuove specialità, quali salti e lanci, già praticati sin dal 1907, ma mai inseriti nei campionati assoluti. Al secondo è respinta la richiesta di alcune società di trasformare la Federazione da dilettantistica in professionistica. Mentre all’ultimo la sede federale  è assegnata a Roma, dopo un ballottaggio con Milano e Verona.

 

C’E’ UN GIOIELLO: IL BENTEGODI

E’ festa a Verona si svolgono i campionati italiani su pista, un avvenimento per la città ed il gioiello  Bentegodi che li ospita.

I nostri portacolori, pur non vincendo alcun titolo, hanno comunque la soddisfazione di un secondo posto con Leonida Fiorio ed un terzo con Giuseppe Milani

 

 

                                             

 

 

 

FATE LARGO: ARRIVA DORANDO PETRI

Giovedì 15 Giugno l’Arena è testimone di una grande sfida podistica tra il mitico Dorando Petri ed il veronesissimo Umberto Blasi. La città è in fermento per l’arrivo dell’eroe-mito di Londra, vincitore morale di quell’Olimpiade, del quale  già tutto si sapeva grazie ai réportage dei quotidiani del tempo. Quel giovedì, come ce lo raccontano i cronisti dell’epoca, si era presentato radioso di un caldo sole, ma addolcito da una leggera brezza, che avrebbe alleviato, non poco, la fatica degli atleti impegnati nello sforzo agonistico. L’anfiteatro areniano è quello delle grandi occasioni con ben 15.000 vocianti spettatori paganti. L’attesa non però tradita, perché nell’ora di corsa i due superbi atleti si danno battaglia, facendo spettacolo. Trionferà alla fine Dorando Petri, seguito dal nostro Blasi.

 

CHI HA FORZA, TIRI!

Nasce un nuovo sport: il tiro alla fune. Il suo riconoscimento ufficiale avviene alle Olimpiadi di Parigi del 1900, dove è incluso tra le competizioni di atletica leggera.A Verona, come nel resto d’Italia, conosce una certa popolarità, soprattutto tra i corpi militari. Caduto nel dimenticatoio risorgerà, per qualche tempo, all’inizio degli anni trenta. Memorabile fu, nel 1931, la finale  provinciale disputata in Arena, con girone all’italiana, in cui s’impose l’Opera Nazionale Dopolavoro Chievo. Alla fine i tifosi del Chievo invasero il terreno di gioco portando in trionfo i loro beniamini, oltre agli avversari battuti!

Comportamento premonitore del fair play di settanta anni dopo.

 

LA VASCA DI CAMPAGNOLA

Promossa dalla gazzetta dello Sport ed organizzata dal nostro giornale L’Arena, si svolge a Verona la “Festa Popolare”. Nel variegato programma anche delle gare di nuoto, sulla lunghezza di 500 metri,  in programma nella Vasca di Campagnola. Quest'appuntamento cesserà con l'inizio della prima Guerra Mondiale.

 

TITOLI PER FLORIO

Evidentemente lo Stadium porta fortuna ai nostri ciclisti, tant’è che sulle sue sopraelevate curve Leonida Florio, considerato un outsider, conquista ben due titoli veneti: Velocità e Stayers. Intanto nella Brescia – Castenedolo – Montichiari – Castiglione – Brescia, circuito d’importanza nazionale per dilettanti, la nostra Forti e Veloci composta da Ronconi, Lucchi e Castellini riporta un lusinghiero e promettente successo.

 

 

SI LOTTA PER LA COPPA

Ai campionati italiani di Lotta, svolti a Roma, la Scaligera con Carcereri, Manzatti e Covre conquista la Coppa Ravaschieri. Nelle classifiche individuali Carcereri, nei medi, è secondo, mentre Covre, minimi, è terzo.

 

C’E’ SEMPRE UN PRIMO

Attilio Gelmetti, nato a Rivoli ma residente a Verona, consegue a Reims, nell’aerodromo della Champagne, a bordo di un Hanriot, il brevetto di pilota secondo le nuove regole internazionali.

Gelmetti è il primo pilota veneto a conseguirlo.

 

CHE VIAGGIO RAGAZZI

Il professor Trombini porta la sua Ia Liceo al “ Concorso Ginnastico Nazionale “ a Roma. Per quei fortunati studenti sarà un viaggio indimenticabile.

 

1912

 

VERONA ALLE OLIMPIADI

A Verona si svolgono i Campionati Italiani d'Atletica Leggera. Questo è anche l’anno delle Olimpiadi di Stoccolma, dove la nostra città sarà rappresentata da Zavarise Carcereri ed Alessandro Covre, per la Lotta greco-romana, e da Angelo Tonini, per l’Atletica, nella specialità salto in lungo.

 

L’INCIDENTE E’ GRAVE, MA LA FORTUNA E’ DALLA SUA

Si registra un grave incidente aviatorio nel cielo d’Inghilterra, ne resta coinvolto il capitano dell’8° Artiglieria Igino Gilbert de Winckels, nativo di Tregnago.Inviato là per effettuare dei collaudi, si schiantava al suolo nella piana di Salisbury mentre pilotava un monoplano Bristol. La fortuna è però dalla sua  limitando il danno alla frattura delle gambe e d'alcune costole.

 

 

APPAIONO GLI SCHETTINI

Fanno la loro prima apparizione i pattini a rotelle, meglio conosciuti come “ schettini “.Chi vuole vedere ragazzi, e qualche audace ragazza, munita di lunghe gonne alle caviglie, pattinare non ha che recarsi in Via XX Settembre. Lì la strada è la loro “pattinoire”.L’anno dopo, nel 1913, in via Sant’Eufemia, nasce lo “ Skating Club”. La Bentegodi si adegua con questa nuova tendenza, inserendola nelle proprie attività sportive, nasce allora la “ Bentegodi Skating Hockey Club “. 

 

ARRIVA IL PRIMO STRANIERO

Si chiama Liniger, svizzero di nazionalità, difensore centrale, il primo calciatore straniero della storia calcistica cittadina. Dopo aver giocato nel Servette di Ginevra e nello Young Boys di Zurigo, veste i colori gialloblù.

 

IL POLESINE PARLA VERONESE

Ciclismo. Il Giro del Polesine è vinto da Assuero Barlottini.

 

UNA GIORNATA PER I PROFUGHI

Il 16 giugno si svolge in Arena la manifestazione a favore della “Flotta Aerea” e degli “espulsi dalla Turchia”.

La giornata prevede:

1)      Battesimo ed ascensione del nuovo pallone “Libia”; madrina  Donna Lavinia Bocca Trezza, equipaggio: Piccoli, De Stefani, Cav. Mantice, Camporese da Padova, Drezza e Girelli.

2)      Ascensione della “Ausonia” con questi membri d’equipaggio: Carlo Lodovico e Giovanni Sailer ed Armando Zenari del giornale “L’Arena”.

 

 

1913

UNA VITTORIA IMPOLVERATA

Sul tragitto Verona – Mantova – Verona c’è il primo titolo veneto per corridori indipendenti. Lo fa suo Paolo Martinelli, che neanche a dire taglia il traguardo impolveratissimo, com’è consuetudine in quei tempi.

 

MASPRONE ORA E’ ANCHE GIORNALISTA

Il poliedrico Alberto Masprone diviene giornalista, scrivendo per il periodico Football edito da Sonzogno.

AUTONOMIA O NO? L’HELLAS VERSO RODI!

La presenza dell’Hellas, e, soprattutto, l’autonomia di cui gode sono motivi scatenanti il dissidio che porta alla rottura tra le due benemerite dello sport di questo inizio secolo. La pressione che esercita l’Istituzione Comunale è forte, avvalendosi del diritto d’utilizzo del terreno di gioco e della propria capacità organizzativa, chiede a gran voce la fusione sotto l’unica denominazione: Bentegodi. L’Hellas, con egual fermezza, risponde, ancora una volta, no. Lancia addirittura una sottoscrizione pubblica per costruire il proprio campo di gioco, con la consulenza gratuita del benemerito ingegner Tosadori. L’area individuata è una fuori Porta Palio, chiamata “Isola di Rodi”.

 

1914

 

I venti di guerra soffiano minacciosi anche su l’Italia. Il 28 giugno, infatti, a Sarajevo l’Arciduca Francesco Ferdinando era assassinato per mano di terroristi bosniaci, che reclamano l’indipendenza dall’Austria-Ungheria.E’ l’inizio della sanguinosa “Prima Guerra Mondiale”.

PRIMO TRICOLORE VERONESE

Plinio Carteri, un giovane ciclista di Valeggio sul Mincio, conquista il primo tricolore veronese della storia nella velocità dilettanti. Per lui vi è anche la soddisfazione della convocazione ad indossare la maglia azzurra dell’Italia per i prossimi Campionati del Mondo a Copenhagen.Sarà invece la divisa grigio-verde dei bersaglieri che indosserà, cadendo ad Oslavia alla bella età di 21 anni. Quel giorno, il 16 gennaio 1916, il ciclismo perdeva un futuro campione e Valeggio sul Mincio un figlio.

 

 

L’HELLAS HA UN ORIUNDO

I lavori per il nuovo stadio iniziano ad Ottobre inoltrato, non permettendo così la disputa degli incontri casalinghi. E' concesso che il girone d’andata sia disputato sempre fuori casa. E con questo campionato arriva il primo oriundo a Verona: Dionigi Corsi. Il conflitto, però, è alle porte. Anche i colori gialloblù contribuiranno con il sangue dei loro atleti-soldati alla vittoria di questa prima Guerra Mondiale. Alla  ripresa l’Hellas avrà perso anche il campo di gioco, essendo stato requisito.

 

1915

 

Alla fine hanno vinto gli “ interventisti “. L’Italia è in guerra !

Le attività sportive sono quasi tutte sospese, e di quelle poche non si hanno notizie, poiché all’epoca di questi avvenimenti non esisteva un’informazione giornalistico-sportiva vera e propria.Si sa che, causa gli eventi bellici, chiude la scuola d’equitazione della fiera.

 

Durante la guerra ’15-’18 l’asso veronese Cosimo Rizzotto, a bordo del suo Nieuport-Bebé, abbatte 10 aerei nemici.

All’alba del 15 ottobre 1917 è fucilata in Francia la celebre bellissima spia “ Mata Hari “, che tanto fa sognare e fantasticare gli uomini di quella generazione. “ Mata Hari “, al secolo Margareth Zelle, è d'origine olandese e, nel suo peregrinare per l’Oriente, ha imparato le danze sensuali di quei Paesi, facendo impazzire chiunque assistesse ai suoi spettacoli, o meglio ancora chi avesse la fortuna di frequentarla, entrando “nelle sue grazie più intime”. Vive in Francia ed allo scoppio di questa Guerra Mondiale diviene, si dice, una spia al servizio del Kaiser, scoperta dai servizi segreti di quel Paese è arrestata e condannata a morte mediante fucilazione. Ancora oggi resiste il suo mito !

15 marzo 2012

Notizia redatta da Federico Vaccari