Domenica sera si è conclusa ufficialmente la prima edizione dei Giochi Olimpici invernali juniores, organizzata dalle cittadine austriache di Innsbruck e Seefeld ed iniziata lo scorso 13 gennaio con la cerimonia di apertura al Bergisel Stadion.
In dieci giorni di gare, i circa mille atleti partecipanti si sono misurati in diverse discipline tipiche degli sport invernali, alcune delle quali sono entrate per la prima volta in assoluto a far parte del programma olimpico (come ad esempio lo Ski Halfpipe, il salto con gli sci femminile, la staffetta mista di biathlon e il pattinaggio a squadre).

Proprio in questo senso, va dato merito al Cio di aver rispettato perfettamente i principi basilari che hanno portato ad una manifestazione di questo genere. Lo stesso presidente Jacques Rogge aveva affermato durante la presentazione che l'obiettivo era quello di ringiovanire il mondo dello sport e promuovere principi sani che vedono nell'attività sportiva sia una possibilità per competere ed emergere, ma anche e soprattutto un'occasione per socializzare e stare insieme, condividendo un'esperienza che senz'altro per la maggior parte dei giovani arrivati a Innsbruck da ogni parte del mondo resterà indimenticabile.
Bisogna quindi dare atto al comitato organizzatore di aver portato avanti con coerenza tale progetto, e se alla fine questa prima edizione verrà archiviata come un successo sarà dovuto soprattutto al coraggio di sperimentare strade nuove, inserendo nel programma discipline apparse ai Giochi per la prima volta (e che verranno riproposte alle Olimpiadi senior di Sochi, nel 2014) o addirittura gare a squadre miste, a cui hanno partecipato sia atleti maschi che femmine e talvolta di nazioni differenti.
Alla conferenza stampa finale, convocata per tracciare un bilancio su queste Olimpiadi, Rogge non ha nascosto la propria soddisfazione: “Posso dire che è stata un'edizione ottima. Il Comitato organizzatore ha fatto un grande lavoro, gli atleti sono stati felici e abbiamo visto uno sport di alto livello”. Una soddisfazione del tutto giustificata, se consideriamo i numeri: in dieci giorni, gli spettatori totali sono stati 110.000 (18.914 hanno seguito l'hockey, 6.682 il pattinaggio, 4.544 lo sci alpino, mentre circa 49.000 hanno assistito alle varie cerimonie, da quella di apertura agli eventi giornalieri per consegnare le medaglie agli atleti andati a podio) e le pagine del sito Internet appositamente sviluppato per i Giochi hanno registrato quasi 5 milioni di visite.
L'Amministratore Delegato del Cio Peter Bayer ha promosso a sua volta questa manifestazione, applaudendo il contributo dei volontari affinché gli eventi si potessero svolgere regolarmente e sottolineando l'apporto dato dai cittadini della nazione ospitante: “Da austriaco, è stato particolarmente bello vedere come i miei connazionali hanno vissuto l'atmosfera olimpica, partecipando attivamente agli eventi che avevamo organizzato. Innsbruck, il Tirolo e l'Austria hanno dato di sé l'immagine migliore”.

Rogge ha concluso annunciando che l'edizione di Innsbruck diventerà per alcuni aspetti un modello anche per le Olimpiadi tradizionali, a partire da Sochi 2014 e Rio 2016: “Provvederò personalmente a studiare un sistema per proporre eventi culturali anche ai Giochi tradizionali, adattandoli ovviamente all'età media dei partecipanti, che in questo caso è di circa 23-25 anni”. Le Olimpiadi giovanili e quelle classiche avranno quindi alcuni valori in comune, in particolare riguardo la lotta al doping e la possibilità per gli atleti di costruire una vita professionale e sociale anche dopo la conclusione della carriera agonistica.
Insomma, i Giochi di Innsbruck si sono rivelati un successo sia per gli organizzatori che per gli spettatori e gli atleti. Questi ultimi, in particolare, hanno avuto la possibilità di vivere un'esperienza per certi versi unica e altamente formativa, che li aiuterà nel loro futuro a crescere e maturare sia come persone che come atleti.
Non ci resta che aspettare le prossime edizioni juniores (Nanchino 2014 come Olimpiade estiva e Lillehammer 2016 a livello invernale) per vedere se i propositi annunciati da Rogge avranno un seguito. Chi ama lo sport a tutto tondo ovviamente spera di sì.