Le pagelle dell'anno 2011

IL PAGELLONE DEL PANATHLON 2011

Quali sono stati i più e i meno dell'anno appena trascorso? Lo sport 2011 visto dal Panathlon

Ecco i “nostri” Pagelloni dell'anno sportivo 2011.

Un anno di emozioni, sofferenze, delusioni ma anche tante soddisfazioni. Il Panathlon ha sempre condiviso ogni momento importante e gioioso dello sport, che lo alimenta e lo fa vivere. Il Panathlon è come un fratello, che ti aiuta nei momenti difficili ed è sempre al tuo fianco in ogni circostanza. Ma "ammonisce" le azioni che non fanno parte della finalità dello sport e che ingannano chi verrà dopo di noi. Quasi a proteggere, salvaguardando ogni modello e ogni vita passata.

Come continuasse ad essere custodito in un libro.

Ha dedicato spazio agli uomini e agli eventi che hanno composto il mosaico dell'anno appena trascorso e si affida a quelli che già teniamo dentro al nostro libro per far da sfondo ad un nuovo anno che verrà, che speriamo, possa essere il più sincero e più costruttivo possibile.

Il Panathlon e più specificatamente l'Area 1, è cresciuta anche in questo. Un anno di lavoro, di cambiamenti ma anche di un gruppo di persone che è diventato sempre più un punto di riferimento. Persone che dentro e fuori dal club hanno saputo trasportare e trasmettere ogni lato più profondo del sentirsi parte ad un'associazione che vanta più di 100 clubs in tutto il mondo.

Sportivi, allenatori, giornalisti e aspiranti, studenti. Tutti accomunati dall'unica passione: lo SPORT.

 

 

Ora diamo le nostre pagelle che fanno riferimento a tutti gli eventi e a tutti gli uomini, protagonisti della stagione in corso e che hanno arricchito o a volte purtroppo macchiato un anno di sport. Ma gli errori servono a fortificare i valori e i principi che sono le base di ogni essere umano.

 

Voto 0: Un anno di combine, un anno che forse sarà ricordato per l'affiorare, ancora una volta, del sistema del calcio-scommesse. E tutto deve ancora iniziare. Ma ciò che ha fatto più male non è tanto il sistema, che non sorprende ma semmai fa rattristire ancor di più gli animi di chi c’ha sempre visto nel calcio, come in qualsiasi altro sport, lealtà e senso etico. Sono gli uomini, i professionisti del settore, modelli per giovani e per la storia, che nonostante dalla vita abbiano avuto una dote immensa e che hanno fatto di questa la loro fortuna, hanno cancellato in un sol secondo ogni lato della loro credibilità.

Non sarà mai possibile spegnere del tutto la fiamma del nostro amore per questo sport, il calcio, e sarà ancora questo amore che lo salverà. Ci sono tante cose da imparare e tutto si racchiude nel non comprendere appieno il valore ed il senso etico dello sport. Ma intanto queste dolorose pagine nere del calcio ne fanno perdere l’essenza stessa. Come non comprendere l “Arte della sconfitta”.

 

  (Le immagini di alcuni giocatori coinvolti nello scandalo delle combine maledette. Fra gli altri ci sono simboli del calcio di oggi fra cui Doni e Signori. Un vero peccato)

 

Voto 1: Ai presidenti di calcio. Qui dovremmo distinguere eventualmente chi ha saputo estrapolare  dal calcio una vera e propria lezione da tramandare. Fatta di crescita, di progetti e di giovani, di valori e di modelli da divulgare. Non è il caso della maggior parte di questi imprenditori che hanno fatto sì la fortuna del calcio, ma non hanno improntato nulla di importante nella scala degli insegnamenti. Il presidente rappresenta la società, rappresenta il club, la storia, i tifosi, nonché il popolo. Se non si agisce bene, non si potrà mai pretendere quel senso civico nelle persone. Peraltro sono cose che i media e gli stessi  presidenti hanno sempre professato, ma non sono mai state applicate alla lettera. Se anche i presidenti imparassero ad agire nella trasparenza, nel rispetto, nell’ordine e nel senso civico, ecco che anche questo si rispecchierebbe nei tifosi che sono l’unica vera fonte da cui poi si ricava il profitto.. Altroché Tavoli della Pace…

 (I protagonisti sono sempre loro, De Laurentis ha portato in auge il Napoli ma le sue “guerre” verbali sono all’ordine del giorno. Lotito, pres. della Lazio oltre ad essere stato condannato e processato dal Tribunale di Napoli durante lo scandalo Calciopoli, ha perso diverse cause per aver messo fuori rosa, senza motivo, alcuni giocatori della Lazio. Ultimo il caso Manfredini. Zamparini ha il record di più allenatori esonerati nell’arco di quindici anni di attività nel mondo del calcio)

Voto 2: A chi non sa mettere le “scarpe” al chiodo. Va bene, lo sport è fatto di modelli e di classe. Nel mondo dello sport la classe è di quelle che pochi atleti e professionisti hanno. Molti sportivi hanno saputo andare oltre a limiti e schemi. Hanno saputo trovare addirittura seconde vite, spesso diventate meglio delle prime. Ma viste certe condizioni ci sono momenti in cui bisogna accettare quello che si è fatto e si ha avuto, dicendo STOP. Non ce l’abbiamo di certo con loro ma non è possibile nel 2011 trovarci ancora in diatribe quasi fiabesche su certi comportamenti di allenatori che lasciano a malincuore certi giocatori in panca, volendoli sempre vedere in campo. Oppure vedere ritorni quasi da “macchina del tempo” meravigliandoci se i risultati non sono sempre gli stessi. Se è vero che contano anche i risultati certe volte gli allenatori devono andare controcorrente. Con le società e con le tifoserie. A volte, le stesse società, sbagliano tempi e modi quando si ritrovano a “liquidare” in fretta miti dello sport e questo non è giusto. Ma ci vuole anche l’umiltà e la consapevolezza che non si potrà giocare all’infinito. Oppure ci sono quelli che vorrebbero stare sempre al centro dell’attenzione. Il tempo è il nostro tempo, ma bisogna anche vivere del nostro presente. Costruendo il nostro futuro.

(Nelle foto il campione Micheal Schumacher che non è riuscito ad aver ugual fortuna dopo il suo ritorno nell’automobilismo. Si ricorda la famosa conferenza stampa di Agnelli che “liquida” il capitano Alex Del Piero, non da veri “signori”)

 Voto 3: A quei tre che son sempre allo stadio.. Un po’ di solidarietà per quei “poveri” sportivi e nonché tifosi, che sempre immancabilmente vanno allo stadio ogni domenica. Nonostante le strutture e gli ostacoli che puntualmente un italiano medio deve superare per accedere agli impianti sportivi.. Nonostante ormai si faccia di tutto per far guardare a casa davanti al proprio televisore le partite di calcio. Anzi, bisognerebbe sottolineare che la solidarietà va a coloro che riescono ad andarci pure al lunedì, al mercoledì, al venerdì, al sabato.. Ogni qual giorno si inventano anticipi e posticipi in orari insoliti. Ma attenzione, noi vorremmo sempre che gli stadi fossero pieni e sicuri, ma certe volte appare molto complicata la vita da “tifoso”. Così che poi, le famiglie, dove le mettiamo?

 

(Uno stadio vuoto, alcune delle tante voci che ogni domenica “animano” gli spalti spesso deserti)

 

 

Voto 4: A chi i soldi hanno giocato un brutto scherzo.. Capiamoci, la vita privata di uno sportivo non sempre ha condizionato le carriere e le vittorie. Ma una buona condotta, una vita sana ed esemplare fuori e dentro al “campo” ha dato sempre i frutti sperati. Perché, soprattutto dai campioni, ci si aspetta sempre il meglio. E non è un caso se nell’ultimo anno molti degli sportivi presi in causa hanno fatto più notizia per i vizi e capricci che per i risultati ottenuti…In alcuni sport, dove si ha dato tanto, è anche comprensibile alcuni cali di tensione. Ma si sa, noi italiani siamo esigentissimi..

 

(Federica Pellegrini quest’anno ha fatto più notizia per i suoi adii e i suoi amori. Famosi sono diventati i gossip sulle amanti del campione Tiger Woods, che l’hanno un attimo distolto dai prati verdi del golf)

 

Voto 5: Ai “motori” italiani.. L’Italia non sta passando un momento fiorente, questo lo si era capito. Non siamo più quel bel modello da esportazione. Certo che in alcuni casi ci siamo fatti del male da soli. Con questi “processi” tutti italiani, chiacchieroni per eccellenza. (Non me ne vogliano i Processi dei Record di Biscardi) Gli italiani amano borbottare su tutto e su tutti ma dopo i risultati alla lunga diventano scarsi. In ogni caso, non solo quest’anno abbiamo avuto la conferma di quanto c’è da lavorare per rimettere in piedi il Sistema Italia ma se il motore Italia scarseggia, nei motori (quelli di fabbrica Italia) possiamo definirlo, ancor di più,  un anno horribilis.

 

 

(Un anno da dimenticare per Rossi sulla Ducati e per i nostri ferraristi sulla macchina del cavallino giallo)

 

Voto 6: L’Italia all’estero va sempre di moda.. Per fortuna almeno all’estero gli Italiani riesco ad impreziosire questo paese in un anno davvero buio per i colori italiani. Perché se in Italia i presidenti italiani non riescono a far stare almeno sei mesi  un allenatore di calcio alla guida di un club, o se siamo costretti a veder partire sempre più di continuo molti pezzi da novanta (anche italiani) dal bel paese, ci concediamo la soddisfazione di vedere tanta ammirazione e per i nostri bravi ragazzi fuori dai confini. E non solo nel calcio Zola qualche anno fa ce lo insegnò. La moda del “made in Italy “ funzionò dall’ora e la fortuna continua per i nostri colori. Giocatori, atleti e allenatori. Anche nell’NBA gli italiani vanno di moda. E persino gli allenatori. Complimenti a loro.

 

 

  (G. Rossi, nonostante il brutto infortunio, è il simbolo dell’Italia ambita all’estero. Balotelli è qualcosa che al momento stona ma la bravura, in Premier, è quella che sta portando il City di Mancini alla vittoria in campionato. Ettore Messina  assistente dei Lakers nell’NBA è qualcosa che supera addirittura le presenze nel massimo campionato di Basket Usa, Belinelli, Bargnani e Gallinari. Trapattoni è il maestro che ha fatto innamorare gli italiani del suo appeal in Europa)

Voto 7: L’Italia che vince.. Forse non è stato un anno ricchissimo di risultati sportivi internazionali, ma ci sono stati degli eroi che hanno fatto dimenticare le cose tristi che hanno fatto rivivere emozioni uniche e irripetibili agli italiani. Perché l’Italia è anche questa. L’impresa nel Settebello è di quelle che fanno davvero riflettere sul vero valore di certe sfide, certe competizioni. L’Italia che spera, soffre ma vince d’orgoglio. La nazionale di pallanuoto vanta tre ori olimpici, tre europei e tre mondiali. La vittoria a Shangai contro la Serbia è  una vera rivincita dopo il ko di Firenze nella precedente World League che ha riportato quello spirito combattivo e vivo del nostro Paese.

 

 

 

 

(Alla Nazionale italiana di Pallanuoto riesce un’altra strepitosa impresa)

 

 

Voto 8: Lo Sport in rosa.. Al di là di tutto, se ai giochi olimpici del 2012 a Londra l’Italia avrà una bella fetta di colori italiani lo dovrà anche e soprattutto a loro. Grazie alla loro classe il 2011 è stato un anno da ricordare e da tenere custodito nei nostri cuori.

Iniziamo dall ’ItalVolley femminile che torna a giocarsi un’Olimpiade grazie alla vittoria nella World Cup. Dopo il quarto posto ottenuto negli scorsi Europei è il riscatto delle azzurre. Alle Olimpiadi l’Italia lotterà certamente per un podio. Antonietta di Martino il 3 settembre ai Mondiali di Daegu conquista il bronzo nel salto in alto. Il pass per Londra è suo e corona  il sogno di vivere un’esperienza indimenticabile. Carolina Kostner ha imparato che dalle cadute si possono ricavare insegnamenti importanti come dimostra il bronzo di Mosca. Poi il secondo posto a Berna, il trionfo nella Cup Of China e l’oro alle finali di Quebec city. L’Italia che vince è tutta rosa!

(Nelle foto le protagoniste "in rosa" dell'anno 2011)

 

 

Voto 9: Ave Cesare!  L’uomo giusto che ha riportato tranquillità, credibilità e vero senso di appartenenza a questa nazionale di calcio. Questi elementi hanno un solo efficace condottiero: Cesare Prandelli, premiato poco tempo fa proprio a Verona per i suoi importanti valori trasmessi fuori e dentro dal campo. Non si sa ancora se questa nazionale potrà davvero essere quella giusta per vincere l’Europeo e rimanere nella storia, ma di certo Cesare Prandelli è stato l’uomo più azzeccato per condurre un gruppo che dopo la parentesi Sudafricana sembrava abbandonata a sé stessa. Un uomo che ha dato uno spirito vincente nella semplicità di un gruppo giovane che però ha margini di miglioramento. Purtroppo alcuni infortuni hanno un attimo ridimensionato la forza della nostra nazionale, ma per una volta è il gruppo il vero valore aggiunto di questa nazionale. Ave Cesare!

 

 

(Cesare Prandelli è riuscito a portare l'entusiamo che mancava intorno alla Nazionale di calcio. I suoi gesti e le sue azioni positive nel sociale lo rendono ancor di più autentico e davvero unico. Da ricordare il gesto di convocare in nazionale il difensore del Gubbio Farina, reo di aver rinunciato a del denaro per non truccare una partita della sua squadra)

 

 

Voto 10: Angeli dello Sport. Ci sono angeli dello sport che dall’alto riusciranno a trasmettere l’amore riversato per lo sport e che ancora una volta ci faranno ricordare che lo sport, da sempre, è sinonimo di libertà, spirito di sacrificio ma anche resterà solo e soltanto un gioco. Come ogni gioco che si rispetti a volte succede di premere troppo sull’acceleratore e qualcuno è chiamato in anticipo ad insegnare le leggi dello sport. Lo Sport sa racchiudere momenti idilliaci, conditi da ammirazione e senso di appartenenza. Lo Sport sa dare però anche dispiaceri e addii senza alcuna motivazione. Anche per ricordarci che al di là del gioco ci sono in alcuni casi in ballo delle vite. L’anno 2011 sarà ricordato anche per l’avvenuta in terra di un angelo dello Sport.

 

 

 

(Nella foto Marco Simoncelli, scomparso premunemente nell'ottobre scorso all'inizio del Gp di Malesia dopo una caduta)

03 gennaio 2012

Notizia redatta da Federico Vaccari